Il gruppo Eni ha fissato un tetto al prezzo dei carburanti, limitando i costi del gasolio e della benzina a 2,19 euro e 1,99 euro al litro, rispettivamente. L’iniziativa, annunciata oggi, è stata seguita da Ip-Socar, azienda energetica azerbaigiana, che ha deciso di introdurre un tetto progressivo ai prezzi. L’obiettivo è ridurre i costi per i consumatori, ma i gestori delle pompe di benzina temono di perdere margini di guadagno.
Secondo il presidente nazionale Figisc Confcommercio, Bruno Bearzi, il tetto potrebbe mettere in difficoltà parte della rete, che non è in grado di competere con le nuove condizioni. L’Unione nazionale consumatori ha sottolineato che i primi sconti non influenzeranno significativamente la media regionale. In Toscana, i prezzi sono scesi di mezzo centesimo, ma i gestori segnalano una discrepanza tra il prezzo esposto alla pompa e il guadagno effettivo.
L’Eni ha fissato un limite al costo dei carburanti commercializzati da Enilive, mentre Ip ha annunciato un tetto progressivo. L’iniziativa coinvolge oltre 8mila distributori in Italia. I sconti sono iniziati oggi e saranno applicati gradualmente. I consumatori potranno risparmiare circa 17 centesimi al litro, ma i gestori si preoccupano per la sostenibilità economica del modello.
L’ipotesi di un price cap è stata discussa in un consiglio nazionale urgente convocato da Figisc Confcommercio. I dati suggeriscono un’azione congiunta tra i due gruppi per ridurre l’impatto dei prezzi elevati sui cittadini.
























