Durante il Festival del Cinema a Roma, l'attrice e produttrice americana Susan Sarandon ha espresso preoccupazione per l'uso della pena di morte in televisione. Sarandon, presente a Roma per l'evento, ha definito il tema "estremamente pericoloso" e ha sottolineato i rischi di normalizzare una forma di punizione estremamente grave.
L'attrice ha affermato che non sa se esista un modo per fermare l'uso della pena di morte in tv, ma ha ribadito l'importanza di non permettere che tale tema venga presentato come una soluzione legittima. Sarandon ha sottolineato come la televisione abbia un ruolo chiave nel formare opinioni e nel influenzare la società.
La pena di morte è un tema dibattuto in diversi Paesi, ma in Italia è stata abolita nel 1948. L'Italia è membro della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha stabilito che la pena di morte viola il diritto alla vita. Nonostante ciò, alcuni programmi e documentari in tv continuano a trattare il tema, spesso in modo superficiale o senza approfondire le conseguenze etiche e giuridiche.
Sarandon ha sottolineato come l'uso della pena di morte in tv possa contribuire a una visione distorta della giustizia e a una normalizzazione di una pratica che, in molti Paesi, è considerata illegale. Il Festival del Cinema a Roma, che si svolge ogni anno, è un'occasione per discutere temi sociali e politici, ma anche per riflettere su come la cultura e i media influenzano la società.
























