Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è stato rieletto al Quirinale con il 51,79% dei voti, ottenendo 64 milioni e 256 mila preferenze. Il Partito Liberal, il partito di Flavio Bolsonaro, ha ufficialmente riconosciuto la vittoria di Lula. La vittoria di Lula ha bloccato l'espansione dell'ultradestra in America Latina, dove i governi vicini a Trump dominano.
Lula ha vinto con un margine di poco superiore all'1%, superando il senatore Flavio Bolsonaro, che aveva il vantaggio nei sondaggi. Il presidente rieletto ha accusato l'interferenza di piattaforme come Instagram e WhatsApp, sostenendo che la sua campagna ha dovuto superare "l'intromissione" di queste piattaforme. Meta ha riconosciuto la possibilità di errori tecnici, ma ha negato qualsiasi ingerenza politica.
L'elezione ha visto un forte coinvolgimento delle piazze, con Lula che ha mostrato abilità in campagna elettorale, soprattutto quando ha scelto di andare in piazza per combattere "voto su voto". Il presidente ha promesso nuove regole per i social media, affermando che il Brasile deve controllare meglio l'informazione.
L'elezione ha segnato un cambiamento nella politica brasiliana, con Lula che torna al potere dopo un mandato di 13 anni. Il Partito Liberal ha espresso la sua posizione in un comunicato ufficiale, chiedendo un dibattito equilibrato e democratico. Bolsonaro, nonostante la sconfitta, ha espresso la sua insoddisfazione, affermando che il cambiamento delle regole è inaccettabile.
La vittoria di Lula ha rafforzato la posizione del Brasile in America Latina, dove i governi di destra dominano. L'elezione ha anche messo in luce i contrasti tra il Brasile e gli Stati Uniti, con il presidente brasiliano che ha rifiutato le pressioni americane. L'America Latina, con Lula al potere, ha visto un'opposizione all'ultradestra.



















