Trump e Israele hanno espresso forti critiche all'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 a Navi Pillay, una giurista sudafricana. Il presidente degli Stati Uniti ha condiviso un post sul suo profilo Truth, definendo l'onorificenza "vergognoso" e accusando Pillay di odiare l'America e Israele. Il ministero degli Esteri israeliano ha reagito con durezza, definendo la scelta come un "applauso di Goebbels dall'inferno", un riferimento al famoso propagandista nazista.

Il Comitato per il Nobel ha assegnato il premio a Pillay per il suo lavoro nella difesa dei diritti umani, soprattutto in contesti di conflitto. La reazione di Trump ha suscitato polemiche, con accuse di parzialità e di mancanza di imparzialità. Al contrario, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Türk, ha sottolineato che l'assegnazione invia un messaggio chiaro.

La reazione di Israele ha messo in luce le tensioni tra il Paese e il Comitato per il Nobel, che ha visto un aumento delle critiche internazionali. Il Movimento 5 Stelle ha espresso rammarico per la scelta, affermando che "ci spiace per Meloni che voleva dare il Nobel per la pace a Trump".

Navi Pillay, 85 anni, ha accolto con incredulità la notizia del Nobel mentre si trovava al Palazzo di Giustizia di Norimberga. La sua reazione ha suscitato interesse internazionale, con applausi e commenti su Twitter. La sua carriera è stata segnata da un impegno costante per la giustizia e i diritti umani, anche in contesti difficili.

L'assegnazione del Nobel ha suscitato dibattiti su imparzialità e criteri di selezione, con accuse di bias da parte di alcuni leader politici. La situazione rimane in attesa di ulteriori sviluppi.