L’invasione russa in Ucraina ha avviato una battaglia non solo per il territorio, ma anche per la lingua. A Kiev, la capitale ucraina, si assiste a un tentativo di sovvertire la cultura locale attraverso l’imposizione del russo. Secondo Elena Kostioukovitch, nata a Kiev e di origini ebraiche, la lingua ucraina è vista come una lingua di contadini, mentre il russo è considerato prestigioso e accademico.
La guerra ha portato a un uso crescente del russo in contesti pubblici e istituzionali. Molti abitanti di Kiev, però, si oppongono a questa tendenza, ritenendo che la lingua ucraina sia parte integrante della loro identità. Kostioukovitch ha sottolineato come la lingua sia un elemento chiave nella lotta per la sovranità nazionale.
La situazione è ulteriormente complessa dal fatto che il russo è parlato da una parte della popolazione ucraina, ma non è la lingua ufficiale. L’invasione ha reso più evidente la tensione tra le due lingue, con il russo visto come strumento di occupazione e l’ucraino come simbolo di resistenza.
La battaglia per la lingua è quindi un aspetto della guerra che va oltre il campo di battaglia. È una lotta per l’identità, la cultura e l’autonomia. La resistenza ucraina non si limita alle armi, ma include anche la difesa della lingua e della cultura.






















