L’Italia ha approvato in via definitiva al Senato il disegno di legge delega Pichetto sul nucleare, un provvedimento già approvato alla Camera. L’approvazione segna un passo importante verso la riattivazione del settore energetico nucleare nel Paese. Il testo prevede la normativa necessaria per la costruzione di nuove centrali atomiche, con l’obiettivo di riconquistare un ruolo significativo nel panorama energetico europeo.
Il governo, guidato da Giorgia Meloni, ha definito la decisione come una «scelta coraggiosa». Secondo il ministro dell’Energia, il provvedimento permetterà di avviare la costruzione delle prime centrali nucleari italiane entro il 2033-34. L’idea è di introdurre reattori di nuova generazione, che combinano sicurezza e efficienza.
L’approvazione ha suscitato un dibattito interno nella maggioranza, con alcuni parlamentari che hanno espresso dubbi sull’impatto ambientale e la gestione dei rifiuti. Tuttavia, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato l’importanza di dare una risposta concreta alle esigenze energetiche nazionali.
L’Italia, che non ha costruito centrali nucleari dal 1987, cerca ora di rientrare nel mercato energetico europeo, puntando su tecnologie avanzate e sostenibili. La legge delega apre la strada a un futuro in cui il nucleare potrebbe diventare una componente chiave della strategia energetica italiana.
























