Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso preoccupazione per il ritorno di pratiche che vedono benedire le armi in alcune parti del mondo. Durante un intervento in un contesto politico internazionale, Mattarella ha sottolineato come tali gesti possano alimentare conflitti e violenza.

Il leader italiano ha sottolineato che "non c'è colpa maggiore che uccidere in nome di dio", riferendosi a situazioni in cui gruppi religiosi o movimenti politici utilizzano la fede per giustificare atti di guerra. Mattarella ha ribadito l'impegno della sua nazione a promuovere la pace e la risoluzione dei conflitti attraverso mezzi diplomatici.

Questo tema è emerso in seguito a recenti eventi in alcune regioni del Medio Oriente e in Africa, dove sono state segnalate cerimonie religiose che hanno incluso la benedizione di armi. Mattarella ha chiesto a governi e organizzazioni internazionali di vigilare su tali pratiche e di promuovere un dialogo interreligioso e interculturale. L'attenzione del presidente si è concentrata su come la religione possa essere strumentalizzata per giustificare la violenza, senza però attribuire colpe a specifici gruppi o individui.