La giurista sudafricana Navi Pillay, vincitrice del Nobel per la Pace, ha condannato le sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla Corte penale internazionale, definendole illegali. Pillay ha sottolineato che l’annuncio delle sanzioni è avvenuto poco dopo l’assegnazione del premio, e ha invitato l’Italia e l’Europa a riflettere sulla posizione della Corte.

Le sanzioni, secondo Pillay, violano il diritto internazionale e mettono in discussione l’indipendenza della Corte penale internazionale. La giurista ha espresso preoccupazione per l’impatto delle misure statunitensi sulla capacità della Corte di svolgere il suo lavoro. L’Italia e l’Europa, ha ricordato, dovrebbero sostenere l’indipendenza e l’autonomia della Corte.

Le sanzioni Usa alla Corte penale internazionale sono state introdotte nel 2022, con l’obiettivo di limitare la capacità della Corte di investigare e processare crimini internazionali. L’azione ha suscitato reazioni internazionali, con diverse organizzazioni e leader politici che hanno espresso preoccupazione per la legittimità delle misure. Pillay, con il suo intervento, ha rafforzato la critica verso le sanzioni e ha sottolineato l’importanza di un sistema giudiziario internazionale indipendente.

La Corte penale internazionale, istituita nel 1998, ha il compito di giudicare crimini internazionali come l’aggressione, il genocidio e l’omicidio di massa. La sua indipendenza è considerata un pilastro del sistema giuridico internazionale. Le sanzioni Usa, secondo Pillay, mettono in pericolo questa indipendenza e minano la credibilità della Corte. L’interesse per il tema è crescente, con diversi paesi che hanno espresso preoccupazione per l’impatto delle misure statunitensi.