Durante il corteo del 30 ottobre a Milano, i manifestanti hanno espresso preoccupazioni per la situazione economica e le politiche di spesa. La mobilitazione generale ha visto partecipazione di diversi settori, tra cui docenti e lavoratori.
Un'insegnante ha espresso la frustrazione per la mancanza di risorse e per i tagli alla scuola. Ha affermato che "a fine stipendio c'è ancora troppo mese", indicando la difficoltà nel bilanciare le spese domestiche e le necessità del lavoro.
I manifestanti hanno anche criticato le politiche di spesa, sottolineando la priorità data alle armi rispetto ai giovani. Un partecipante ha detto: "Spendete i soldi per i giovani, non nelle armi".
Altri hanno espresso la stanchezza di sentire le stesse bugie e di vivere la guerra tra poveri. Un docente ha dichiarato: "Siamo stufi di sentire le solite bugie, di fare guerra tra poveri".
La protesta ha visto una forte partecipazione e ha sollevato questioni sulle priorità economiche e sociali. La situazione riflette un crescente dissenso verso le politiche di spesa e un desiderio di riforme più equilibrate.
























