La Casa Bianca ha riconosciuto di aver tenuto colloqui segreti con l'Iran per l'espulsione di cittadini iraniani durante la guerra, secondo documenti giudiziari. I documenti, resi pubblici giovedì, mostrano che l'amministrazione repubblicana aveva intenzione di procedere a espulsioni anche nel mezzo del conflitto. Tuttavia, non è chiaro se queste misure siano state effettivamente messe in atto.
Mentre i rapporti tra Stati Uniti e Iran si fanno sempre più tesi, il presidente Donald Trump ha ripetuto più volte di colpaire la guerra in Iran per la sconfitta alle elezioni di midterm. Tuttavia, ha anche affermato che non avrebbe evitato la guerra, anche se ne avesse avuto la possibilità. Questo commento ha suscitato reazioni da parte di alcuni esponenti politici, tra cui il leader del partito conservatore J.D. Vance, che ha sostenuto che la guerra in Iran è stata un fattore chiave nella sconfitta elettorale.
La situazione si complica ulteriormente con la possibilità che il Congresso possa bloccare l'approvazione di un nuovo membro del Supreme Court, se il presidente dovesse proporre un candidato di destra. Il leader democratico Chuck Schumer ha dichiarato che i democratici non permetteranno a Trump di nominare un "right-winger" al massimo tribunale del Paese. Questo scenario potrebbe influenzare ulteriormente la politica interna degli Stati Uniti, soprattutto in un momento in cui le relazioni con l'Iran sono in un momento di tensione.
Nel frattempo, il governo iraniano ha continuato a cercare di stabilire contatti diplomatici con Paesi come Arabia Saudita, Oman e Qatar, mentre il Pakistan ha chiesto una soluzione pacifica al conflitto. Questi sforzi di diplomazia si svolgono in un contesto in cui le elezioni midterm hanno messo in discussione il controllo del Congresso da parte del presidente.





















