Gli Stati Uniti hanno lanciato un raid aereo contro l’isola di Qeshm, nel Golfo Persico, il 3 novembre 2026. L’attacco, condotto da apparecchi militari statunitensi, ha colpito infrastrutture strategiche iraniane. La missione è stata annunciata da fonti americane, che hanno riferito di un attacco mirato a ridurre la capacità militare iraniana nella regione.
L’Iran ha reagito con minacce di guerra. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti devono scegliere tra un accordo o una guerra. La tensione è salita dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha sostenuto che l’attacco potrebbe portare a un conflitto se non si raggiungerà un’intesa.
La situazione si è aggravata alla vigilia delle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Trump ha usato l’attacco come strumento per rafforzare la sua posizione politica. Secondo i sondaggi, la guerra in Iran e le preoccupazioni economiche sono tra le principali preoccupazioni degli elettori.
L’attacco a Qeshm rappresenta un ulteriore escalation nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. L’isola, situata all’imboccatura del Golfo Persico, è un punto strategico per il controllo delle rotte marittime. L’Iran ha sempre sostenuto che l’occupazione americana nel Golfo Persico è illegittima e ha espresso preoccupazioni per la sicurezza regionale.
La crisi si inscrive in un contesto di crescente tensione tra Washington e Teheran. Dopo anni di tensioni, l’escalation recente ha reso più urgente la ricerca di un accordo. Tuttavia, le posizioni dei due Paesi restano distanti. L’Iran ha espresso la sua volontà di negoziare, ma solo in condizioni di parità. Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno sottolineato la loro posizione di forza.





















