La città ucraina di Oleshky ha visto l’evacuazione di circa 500 civili, il più grande gruppo di persone ad aver lasciato il territorio occupato dai russi finora. L’operazione, condotta attraverso la Bielorussia, è stata resa possibile grazie a un cessate il fuoco umanitario, mediato dalla first lady statunitense Melania Trump e richiesto direttamente da papa Francesco a Vladimir Putin. La tregua, considerata la più lunga mai rispettata dall’inizio della guerra, ha permesso ai civili di lasciare la zona in sicurezza.

L’evacuazione ha visto la partecipazione di diverse agenzie internazionali e di volontari locali, che hanno garantito il trasporto e la protezione dei partecipanti. Tra i evacuati, la più anziana ha 94 anni e il più piccolo appena un anno. L’operazione ha visto la collaborazione tra Kiev e Mosca, sebbene le due parti non siano d’accordo sulle motivazioni e sui termini della tregua.

La tregua, però, è stata immediatamente contestata da Mosca, che ha accusato Kiev di aver violato l’accordo. Kiev ha risposto sostenendo di rispettare la tregua e di essere oggetto di accuse infondate da parte di Mosca. La situazione rimane fragile, con tensioni continue lungo la frontiera e con il rischio di nuovi episodi di violenza. L’evacuazione di Oleshky rappresenta un momento di speranza, ma non risolve le complessità del conflitto.