Le 15 ottobre, le procure di Roma, Milano e Busto Arsizio hanno aperto fascicoli contro ignoti per indagare su allarmi bomba registrati su diversi aeroporti. Gli allarmi, che hanno coinvolto più scali, sono stati segnalati nei giorni precedenti. Le autorità hanno avviato una verifica per stabilire se ci siano legami con gruppi hacker noti per attacchi a sistemi di frigoriferi.

I messaggi che hanno generato gli allarmi sono partiti da profili criptati. I dati sono stati analizzati per comprendere la provenienza e la natura degli allarmi. Le procure hanno esaminato le segnalazioni e hanno iniziato un’indagine per chiarire eventuali collegamenti con attività di hacking.

Questo tipo di allarme è stato registrato in diversi aeroporti italiani. Le autorità hanno ritenuto necessario aprire indagini separate per ogni caso. I fascicoli sono in corso e non è ancora chiaro se ci siano responsabili identificati. L’ipotesi di un collegamento con gruppi hacker è emersa durante l’analisi dei dati.

Le indagini sono iniziate dopo che i sistemi di sicurezza hanno rilevato anomalie. Gli allarmi sono stati attivati in modo non convenzionale. Le procure hanno chiesto informazioni per comprendere meglio la situazione. Non è ancora noto se ci siano precedenti simili. L’ipotesi di un legame con attività di hacking è in fase di verifica.