La campagna elettorale in Israele si svolge sotto un clima di tensione crescente, con il primo ministro Benjamin Netanyahu che annuncia la preparazione di una chiusura totale della Cisgiordania. L'annuncio segue un attacco avvenuto questa mattina a un posto di blocco, nel quale cinque soldati israeliani sono rimasti feriti. Netanyahu ha dichiarato che l'attacco è stato evitato da un attacco su larga scala, sottolineando l'urgenza di misure di sicurezza più severe.
Le elezioni, previste per martedì, vedono un'incertezza crescente sulle possibilità di formare una maggioranza sufficiente per governare. I sondaggi indicano che né l'alleanza guidata da Netanyahu né la coalizione di opposizione capeggiata da Gadi Eisenkot otterranno una maggioranza chiara. Questo scenario potrebbe portare a un governo di coalizione o a nuove elezioni.
La situazione in Cisgiordania è ulteriormente complicata da recenti arresti di attiviste italiane da parte delle forze di difesa israeliane. La Farnesina ha chiesto spiegazioni a Israele riguardo a questi fermi, che coinvolgono volontari internazionali impegnati nella difesa dei raccoglitori di olive palestinesi. Questi episodi riflettono un aumento della tensione tra Israele e i movimenti di solidarietà internazionali.
La chiusura totale della Cisgiordania rappresenta un passo significativo nel contesto della politica estera israeliana, con il governo che cerca di bilanciare la sicurezza nazionale e le pressioni internazionali. La situazione rimane delicata, con il rischio di ulteriore escalation nel conflitto.





















