Netanyahu ha aperto il suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite con un attacco diretto contro il relatore onu per i territori palestinesi, Jamal Mamdani. Durante l'intervento, il premier israeliano ha sottolineato la sua posizione a favore del piano di pace in 20 punti proposto da Donald Trump, che mira a riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana e a stabilire un accordo di pace con i palestinesi.

La campagna di Netanyahu, visibile attraverso 500 cartelloni esposti a New York, ha messo in evidenza la domanda: "Da che parte state – Israele e Usa o Iran e Hamas?". L'evento ha suscitato reazioni internazionali, con alcuni media che hanno segnalato la posizione di Trump, che cerca un'intesa con Xi Jinping, e la possibile pressione della Cina su Teheran.

Inoltre, il presidente palestinese Abu Mazen ha denunciato la "pulizia etnica" di Israele e ha ribadito il sostegno al piano di pace di Trump, pur rimanendo bloccato da visti negati che lo hanno costretto a utilizzare un videomessaggio. La situazione rimane complessa, con tensioni tra le parti e un'attenzione globale sulle prossime mosse diplomatiche.