L’Ucraina ha annunciato di intensificare gli attacchi alle raffinerie russe in risposta ai raid aerei lanciati da Mosca. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che gli attacchi non mireranno i civili. Secondo l’agenzia AGI, gli ucraini hanno ottenuto documenti che dimostrano l’effettiva presenza di infrastrutture petrolifere russe in aree vulnerabili.
Le forze russe hanno colpito due importanti ponti a Kiev, tagliando la città in due e bloccando il traffico. L’attacco al Ponte Nord è parte di una strategia voluta da Putin per isolare la capitale. Gli attacchi continuano e la situazione si fa sempre più complessa.
La Russia ha messo sul tavolo un accordo multimiliardario con la Lukoil, azienda petrolifera russa, come parte delle trattative con gli Stati Uniti. Il New York Times ha segnalato una commistione tra interessi commerciali e geopolitica. Questo accordo potrebbe influenzare le dinamiche del conflitto.
La crisi si fa sempre più intricata. La Russia, con il presidente che raggiungerà i 74 anni il 7 ottobre, non ha eredi designati. L’ipotesi di un comitato per la successione è emersa come possibile soluzione per evitare un bagno di sangue.
La Polonia, nel frattempo, ha ripristinato un rifugio antiaereo costruito durante la Guerra Fredda. Le sirene sono tornate a suonare, segno di una crescente preoccupazione per la guerra. La situazione si evolve rapidamente e le tensioni restano alte.
























