Ucraina riprende gli attacchi alle raffinerie russe dopo un'interruzione di tre giorni. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato la ripresa delle operazioni contro impianti petroliferi in territorio russo, dopo che il divieto era stato imposto a causa di problemi tecnici e di sicurezza. La decisione segue un'interruzione nella trasmissione di intelligence e limitazioni all'utilizzo di Starlink durante i bombardamenti russi.

Gli attacchi sono stati interrotti dopo l'annuncio del presidente Usa Joe Biden di una tregua, ma la sospensione è durata solo tre giorni. La ripresa delle operazioni è avvenuta nonostante le tensioni tra Washington e Kiev, con Trump che ha espresso critiche nei confronti del governo ucraino. Zelensky ha ribadito la necessità di continuare le operazioni per colpire le infrastrutture russe.

La situazione si complica ulteriore con la riduzione dell'accesso alla versione militare del sistema Starlink, fornito da Elon Musk. Il consigliere di Zelensky ha spiegato che questa scelta è legata all'attuale situazione politica. L'Ucraina ha perso l'accesso a questa tecnologia, riducendo la sua capacità di comunicazione e di coordinamento durante le operazioni.

La decisione di riprendere gli attacchi alle raffinerie russe segue una serie di tensioni tra Ucraina e Stati Uniti, con Trump che ha chiesto all'Europa di scongelare alcuni asset russi. Questa situazione ha reso più complessa la posizione di Zelensky, che deve bilanciare la strategia militare con la politica estera. La ripresa degli attacchi rappresenta un ulteriore passo nella guerra, con conseguenze dirette sul fronte energetico e strategico.