Le 7 novembre 2026, forti piogge hanno causato allagamenti in tutta la Striscia di Gaza, mettendo in pericolo migliaia di famiglie sfollate. Le tende in cui vivono i dislocati sono state inondate, con materassi e coperte zuppi. Secondo Al Jazeera, le condizioni sono peggiorate a causa delle piogge intense, che hanno trasformato i campi in distese di acqua e fango.
Le autorità locali hanno riferito che almeno 70.000 tende sono state allagate negli ultimi 12 ore, interessando decine di migliaia di persone. I servizi di soccorso segnalano che non sono state registrate vittime, ma ci sono stati feriti. I dislocati sono costretti a mettere in salvo i bambini e i pochi beni rimasti.
La situazione si complica ulteriormente a causa della mancanza di aiuti. La Hamas ha dichiarato che il blocco israeliano sta aggravando la sofferenza dei civili. Inoltre, le infrastrutture danneggiate rendono difficile la risposta alle emergenze. I residenti, come Mohammed Abu Salmiya, forniscono testimonianze di persone che non hanno potuto dormire, con tutti i membri della famiglia in guardia.
L’alluvione rappresenta un ulteriore colpo per una popolazione già in difficoltà, con un contesto di conflitto e restrizioni. La comunità internazionale ha chiesto interventi urgenti per alleviare la situazione. La crisi si intensifica, con un aumento del rischio di malattie e malnutrizione. La striscia di Gaza rimane un punto di tensione, con un contesto complesso che richiede una risposta globale.






















