Gli Stati Uniti hanno lanciato raid aerei sull’isola di Qeshm, nel Golfo Persico, secondo fonti americane. L’attacco, che mira a infrastrutture militari iraniane, segue tensioni crescenti tra Washington e Teheran. L’isola, strategica per il controllo del traffico marittimo, è stata colpita in seguito a informazioni di intelligence israeliane che indicano un possibile uso di armi chimiche da parte dell’Iran.

L’attacco Usa è avvenuto a pochi giorni dal voto di midterm, durante il quale il presidente Donald Trump ha rilanciato l’ipotesi di un conflitto con l’Iran. L’isola di Qeshm, situata a nord-est del Golfo, è un punto chiave per il controllo delle rotte commerciali e per la difesa del territorio iraniano. Le fonti americane hanno riferito che le operazioni mirano a ridurre la capacità militare iraniana nel Golfo.

L’Iran, a sua volta, ha risposto con un comunicato in cui ha espresso la sua posizione di difesa e ha sottolineato la necessità di un dialogo. Il leader supremo iraniano, Ayatollah Ali Khamenei, ha aperto al dialogo con gli Stati Uniti, un primo segnale di possibile riconciliazione. Tuttavia, il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha ribadito che l’uranio non lascerà il Paese, mantenendo aperte le porte per un accordo.

La situazione si complica ulteriormente con l’annuncio del presidente russo Vladimir Putin, che ha espresso la disponibilità a un conflitto con l’Europa, ma ha ribadito che non è intenzione del Russia entrare in guerra con l’Occidente. L’Ue, da parte sua, ha chiesto una tregua per aiutare l’Ucraina a riarmarsi, mettendo in luce le complessità geopolitiche che coinvolgono il Medio Oriente.