Un 30enne italiano di origine marocchina, arrestato come amministratore del canale Telegram "Movimento 17 ottobre", è tornato in libertà. La decisione del tribunale ha suscitato reazioni contrastanti all'interno del Partito della Libertà (FI).

Il leader di FI, Giorgia Meloni, ha espresso appoggio alla decisione del tribunale. Secondo un comunicato, il ricercatore è stato rilasciato dopo un processo che ha stabilito la sua non colpevolezza. Il tribunale ha ritenuto che non ci fossero prove sufficienti per mantenerlo in carcere.

Tajani, leader del gruppo parlamentare di FI, ha espresso disapprovazione. Ha affermato che la decisione è inaccettabile e ha chiesto un intervento più forte per garantire la sicurezza. Salvini, leader della Lega, ha condiviso la posizione di Tajani, sostenendo che la libertà del ricercatore potrebbe mettere a rischio la sicurezza pubblica.

Craxi, ex presidente del Consiglio, ha criticato la gogna mediatica intorno al caso. Ha sottolineato che la democrazia deve essere protetta, ma non deve essere usata per alimentare il panico. Moratti, ex ministro, ha difeso la decisione del tribunale, sostenendo che la giustizia deve agire con indipendenza.

Il caso Siher ha acceso un dibattito interno all'interno del Partito della Libertà. Mentre alcuni membri sostengono la decisione del tribunale, altri temono che possa indebolire la fiducia nella giustizia. La battaglia politica continua.