La polizia ha arrestato 28 persone e denunciato 43 altre a Bologna dopo violenze e scontri durante le proteste contro l'aumento dei prezzi dei carburanti. L'evento si è verificato il 18 ottobre 2026, in coincidenza con manifestazioni organizzate dal movimento "Italia in piazza".

Le forze dell'ordine hanno identificato 197 persone coinvolte negli scontri, tra cui 12 minorenni e 6 stranieri, tra cui migranti di seconda generazione. Sono stati registrati 141 feriti tra polizia e manifestanti. Le proteste, inizialmente pacifiche, si sono trasformate in guerriglia con atti di vandalismo e violenza.

Le manifestazioni, iniziate come cortei autoconvocati in tutta Italia, hanno visto un incremento di tensioni a Bologna, dove gli scontri sono diventati particolarmente gravi. L'evento è parte di un contesto più ampio di proteste contro l'aumento dei prezzi del carburante, con situazioni simili registrate a Milano e Torino. La polizia ha riferito che le violenze hanno coinvolto diversi gruppi, con un aumento del numero di partecipanti e di atti di distruzione. La situazione ha richiesto un intervento rapido delle forze dell'ordine per ripristinare l'ordine pubblico.