Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato che il governo americano intende concentrarsi su due o tre siti iraniani nel prossimo futuro. La dichiarazione è arrivata durante un incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in cui Trump ha espresso la volontà di proseguire con azioni militari contro l'Iran.

Secondo fonti americane, Trump ha sottolineato che non esiste una pressione immediata per un attacco, ma che il governo sta valutando l'opportunità di concentrarsi su specifici obiettivi. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha espresso dubbi sull'efficacia di un attacco immediato, ma ha riconosciuto la necessità di un piano strategico.

L'Iran, da parte sua, ha avvertito che un eventuale conflitto potrebbe protrarsi per molto tempo. Il governo teheraniano ha chiuso le porte a eventuali trattative sul suo programma nucleare, rafforzando la sua posizione di difesa.

La situazione si è intensificata a due giorni dalle elezioni midterm americane, con segnali di una possibile ripresa degli attacchi statunitensi. Molti osservatori considerano che la campagna elettorale potrebbe influenzare le decisioni del governo americano in materia di sicurezza.

La tensione tra Stati Uniti e Iran rimane elevata, con scambi di accuse e minacce reciproche. La comunità internazionale monitora con attenzione le mosse di entrambi i lati, temendo un escalation che potrebbe coinvolgere altri paesi regionali.