Le 15 ottobre, le forti piogge hanno causato allagamenti in diverse zone della Striscia di Gaza, mettendo in pericolo circa 600mila persone sfollate. Le tende e le abitazioni temporanee sono state inondate, con materassi e coperte zuppi. Le famiglie sono costrette a salvaguardare i bambini e i pochi beni rimasti.
Le piogge hanno aggravato le condizioni di migliaia di famiglie sfollate, trasformando i campi in distese di acqua e fango. Al Jazeera ha documentato le difficoltà degli sfollati, tra cui nel quartiere di Al Rimal a Gaza City e a Deir al Balah. La guerra ha distrutto 220 km di fognature, riducendo la capacità di drenaggio. Save The Children ha sottolineato che non è solo il maltempo ma una scelta di Israele che ha portato a questa situazione.
La Striscia di Gaza ospita 1,2 milioni di persone in condizioni abitative “catastrofiche”. Le infrastrutture danneggiate e la mancanza di sistemi di drenaggio efficaci hanno reso le comunità particolarmente vulnerabili alle inondazioni. Le autorità locali stanno cercando di deviare l’acqua scavando intorno alle tende, ma le condizioni restano critiche. La situazione ha reso necessario un intervento urgente per evitare ulteriori danni e salvaguardare la salute delle persone.




























