Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha suscitato l'indignazione delle opposizioni per le sue dichiarazioni sulla sentenza di condanna di tre persone per l'omicidio di Giulio Regeni. Le forze politiche di opposizione hanno criticato le parole del ministro, definendole "indecenti" e "agghiacciante negazionismo sull'Egitto". La sentenza, emessa da un tribunale italiano, ha stabilito che non è l'Egitto in quanto tale a essere stato condannato, ma tre individui.

L'opposizione ha espresso preoccupazione per la posizione di Tajani, sottolineando che mentre la giustizia ha dato un risultato importante, il ministro ha scelto di non coglierne il valore. Alcuni esponenti del Partito Democratico hanno definito le sue parole "vergognose", mentre l'IV (Italia Viva) ha chiesto le dimissioni del ministro.

L'ansa ha riferito che il Cairo ha mantenuto un silenzio su quanto accaduto, sottolineando che per l'Egitto il caso Regeni era già considerato chiuso. L'Italia ha espresso la sua posizione, affermando di non avere giurisdizione sugli apparati statali egiziani.

Le dichiarazioni di Tajani hanno suscitato un dibattito su come l'Italia gestisce le relazioni con l'Egitto e la sua posizione in materia di giustizia internazionale.