Donald Trump ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di non voler porre fine alla guerra e di mirare alle raffinerie di diesel in Russia, pur sapendo che tali attacchi danneggiano i mercati globali del diesel, inclusi quelli statunitensi. Secondo l'ANSA, Trump ha sostenuto che Zelensky non ha interesse a concludere la guerra e che i raid contro le infrastrutture russe sono intenzionali.

Le tensioni tra Washington e Kiev si sono intensificate a causa delle accuse di Trump, che ha sostenuto che l'Ucraina non sta facendo abbastanza per raggiungere un accordo di pace. Al tempo stesso, Trump ha sospeso alcune sanzioni contro la Russia, un passo che ha suscitato reazioni forti da parte di Zelensky.

La posizione di Trump ha anche influenzato la sua popolarità tra gli elettori. Secondo un sondaggio Ipsos, l'approvazione del presidente Usa è scesa al 33%, un nuovo minimo, a due settimane dalle elezioni di metà mandato. I repubblicani si giocano il controllo delle due camere del Congresso, e la politica estera, in particolare la gestione della guerra in Ucraina, è diventata un tema cruciale.

La sospensione delle sanzioni contro la Russia è vista come un atto di compromesso, ma ha suscitato critiche da parte di alcuni leader europei. L'Ucraina, a sua volta, ha accusato gli Stati Uniti di non fornire abbastanza supporto militare e tecnologico, con particolare riferimento al programma Starlink.

La situazione si complica ulteriormente con la crescente pressione su Trump da parte dei suoi alleati e dei suoi oppositori, che vedono nel suo atteggiamento un rischio per la stabilità internazionale. La guerra in Ucraina rimane un tema centrale, ma la strategia di Trump sembra non soddisfare né i suoi sostenitori né i suoi avversari.